I 10 migliori portieri della Serie A anni ’90

Nostalgia canaglia. Chi l’avrebbe mai detto che momenti come questo mi avrebbero fatto riaffiorare alla mente ricordi che pensavo sopiti per sempre. Ma forse servono anche a questo gli stop: per farci ricordare da dove nascono le nostre passioni, per farci ricordare che peso hanno avuto certe culture nella nostra vita (in questo caso sportiva). Personalmente posso dire che se anche in seguito ho percorso (con scarsi risultati) la carriera di attaccante in squadre giovanili fiorentine, il ruolo che mi ha dato più soddisfazioni, seppur nei campetti di quartiere e non a livello agostico, è stato però quello del portiere. E che portieri c’erano negli anni ’90! Si può dire per certi versi che in quegli anni c’era una vera e propria “cultura” del portiere nelle squadre di Serie A, dato che davvero poche avevano numeri 1 non all’altezza o poco carismatici, mentre la maggior parte potevano vantare dei veri e propri “gatti matti” tra i pali. Questa la mia classifica, o meglio, quella del bambino di 8 anni che vive ancora in me, dei migliori portieri della Serie A di quegli anni.

10 – Michael Konsel 

Partiamo con uno dei migliori portieri austriaci di sempre. Michael Konsel è passato a fine anni ’90 dalla Serie A, prima in maglia Roma e poi al Venezia, dove, soprattutto nella prima stagione nella Capitale, ha disputato un campionato gagliardo a dispetto dei molti scetticismi. Le sue paratone coi lupetti gli valgono la decima posizione!

9 – Luigi Turci

Letteralmente la colonna portante dell’Udinese di fine millennio. Nelle sei stagioni in Friuli Turci diventa un punto cardine di quella strepitosa squadra che riuscì in più occasioni a classificarsi nelle parti altissime della classifica (vedere terzo posto del ’97-’98). La voglia di mettersi in gioco non gli è mai mancata, ed alla fine dei sei campionati densi di soddisfazioni si narra che Turci fu notato dal Manchester United, ma il club di Pozzo rifiutò l’offerta firmata sir Alex Ferguson, con gli inglesi che furono costretti a dirottare l’attenzione su Taibi. Troppi ricordi. Nono posto.

8 – Andrea Mazzantini

Lo so. Direte “Ma come? Mazzantini?”. E invece si. Per me Mazzantini è uno dei migliori 10 portieri di quegli anni, e lo metto addirittura ottavo. Perchè? Perchè con i suoi interventi acrobatici e con il suo atletismo da funambolo circense mi ha fatto innamorare di quel ruolo. E poi, che stagioni quelle di Perugia!

7- Sebastiano Rossi

Sporco, brutto e cattivo. L’incarnazione pura dei numeri 1 di quelle annate. Non stilisticamente bello da vedere, ma sicuramente efficace. Se eri un attaccante in quegli anni ti incuteva un certo timore ritrovartelo davanti. Chiedere a Bucchi per credere.

6 – Cláudio Taffarel

Anche lui non faceva certo della spettacolarità il suo marchio di fabbrica. Mi ricordo che una volta mio padre guardando un’Italia-Brasile disse “L’unico scarso che hanno è in porta”. Ni. Se è vero che ne ha combinate di papere nella sua carriera, è vero anche che è stato il numero 1 inamovibile dei verde-oro per una decade, diventando per numero di presenze il primo portiere nella storia del Brasile. In Serie A con il Parma conquista la Coppa Italia nel ’92 e la Coppa delle Coppe nel ’93. Sesta posizione meritata anche solo per questo.

5 – Gianluigi Buffon

L’unico in classifica ad essere ancora in attività. Già di per sè fa impressione questa affermazione. Esordisce, infatti, in campionato il 19 novembre del ’95, mentre dal ’96-’97 diviene titolare dei parmensi, che gli attribuiscono subito il soprannome di “Superman”. Che dire, il resto è storia. Non è primo solo per questioni di calendario.

4 – Luca Marchegiani

Il pilastro della Lazio per 10 anni. Dal ’93 al 2003 “Il Conte” ha dimostrato in campo di essere uno dei migliori estremi difensori italiani di sempre, nonchè un galantuomo tra i pali. Nel suo palmarés potete trovare di tutto: due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA e uno scudetto. Nel ’94 va vicinissimo anche alla vittoria del Mondiale. Eterno e indimenticabile: podio sfiorato solo per quelli che ha davanti.

3- Gianluca Pagliuca

E qui si comincia a fare sul serio. Mascella ferrea, faccia da emiliano fiero, para rigori pressochè infallibile. Pagliuca è stato il simbolo di un’intera generazione di portieri italiani, non a caso due volte titolare ai mondiali con la maglia azzurra (’94 e ’98), ed uno dei portieri che ha vinto di più, con all’attivo tre Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto, una Supercoppa italiana ed una Coppa UEFA. EMBLEMA. Podio per lui.

2- Angelo Peruzzi

Uno dei portieri più bassi della storia corrisponde anche ad uno dei più grandi. Angelo “Tyson” Peruzzi ha compensato nella sua carriera la bassa statura con un talento incredibile. Portentoso muscolarmente, Peruzzi nella sua carriera ha fatto delle uscite basse il suo mantra, e nessun pari ruolo lo ha mai eguagliato in questa caratteristica. Anche lui, poi, ha vinto di tutto: in maglia Juve ha conquistato, infatti, scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, Champions League e Coppa Uefa. Ah, scusate. Anche un europeo under 21 in maglia azzurra nel ’92. Un pugile/portiere che con la sua leadership e la sua prestanza ha rivoluzionato il suo ruolo. Secondo posto.

1- Francesco Toldo

San Francesco. Questo il soprannome di quello che è per me il migliore estremo difensore anni ’90. Quanti ricordi, quante prodezze, quanta nostalgia. Toldone con quella andatura che poteva sembrare all’apparenza un po’ goffa, in realtà era un killer dei numeri 9. Riflessi pazzeschi, micidiale nelle parate alte, Toldo si è specializzato via via anche nel fronteggiare i calci di rigore. Un ricordo su tutti: la parata su Kanu a Wembley nel ’99. IL NUMERO 1.

Published by: Niccolò Ghinassi

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Firenze, e diplomato presso MCI, Master in Comunicazione di Impresa all'Università degli studi di Siena. Le mie competenze nel mondo della comunicazione e del digitale derivano dalle numerose collaborazioni ed esperienze sul campo, tra le quali spiccano quelle con la Scuola Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali Piero Baldesi, l'incubatore di startup Murate Idea Park, e con le emittenti TeleIride ed Italia 7. Appassionato di sport e lettura, attento ai cambiamenti tecnologici in atto, cerco di coniugare le mie passioni con il mio lavoro, in un'ottica di scoperta continua e di approfondimento costante. Sostenitore del diritto di opinione e della solidarietà tra esseri umani, ritengo di estrema importanza il confrontarsi sui temi più urgenti e rilevanti del nostro mondo e della nostra società, perchè da una mente può nascere una grande idea, ma da più menti può nascere un grande futuro.

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