Economia Circolare per il mondo che verrà: l’esempio delle startup

In un mondo che va a trecento all’ora fermarci a causa di una pandemia che non credevamo possibile nel nostro egocentrismo umano ci ha obbligato a soffermarci sui modi che la natura e la vita hanno per proteggere la propria dimensione.

Basti guardare ai dati sull’inquinamento globale: dopo la tragedia dell’epidemia l’inquinamento di molti Paesi europei dove sono in vigore le misure di contenimento per l’emergenza coronavirus è calato. Lo mostrano le immagini del satellite Sentinel-5P, del programma Copernicus gestito da Commissione Ue e Agenzia Spaziale Europea (Esa). In molte città europee, da Roma a Madrid, c’è stata una riduzione di biossido di azoto. Le immagini paragonano la situazione di marzo 2019 a quella di marzo 2020 (giorni 14-25).

Un dato che denota quanto l’attività economico-produttiva umana possa incidere sull’ambiente e conseguentemente sulla salute nostra e del pianeta. Cosa fare allora quando quest’incubo sarà finito? Una risposta è sicuramente quella di approcciarsi a nuove metodologie e buone pratiche con le quali migliorare l’impatto ambientale senza indebolire l’economia.

Un esempio concreto di innovazione di questo tipo è quella che sviluppano nel mondo molte startup afferenti l’economia circolare. E qui, però, abbiate pazienza ma bisogna cominciare a dare due definizioni.

Innanzitutto, cos’è una startup? Il termine startup è stato coniato per la prima volta da Steve Blank, il quale definisce una startup come “un’organizzazione temporanea, che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile”. In realtà nel tempo a questa definizione si sono aggiunti altri elementi cruciali, quali quelli della sostenibilità, dei prodotti innovativi che mette a disposizione una startup come elemento distintivo dall’ecosistema gravitante intorno ad essa, e non di minor importanza la condizione di estrema incertezza nella quale si trova ad agire questa organizzazione nello sviluppare rapidamente il proprio prodotto o servizio innovativo e nel cercare di crescere repentinamente.

Secondo: cos’è l’economia circolare? Concisamente si dice economia circolare un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo garantendo la ecosostenibilità, cercando di rendere le risorse durature, riducendo al massimo i rifiuti, e cercando così di distaccare lo sviluppo economico mondiale dalle risorse finite.

Introdotti questi due concetti adesso, invece, cerchiamo di capire come le startup di economia circolare possono aiutare ad innovare positivamente l’ambiente economico. Primariamente dobbiamo dire che la definizione stessa di startup presuppone che non ci sia “abbastanza tempo” per esse per costruire il proprio prodotto/servizio ed il proprio business model, visto che per antonomasia la startup è tale perchè è una nuova organizzazione che non possiede fondi monetari o finanze cicliche dalle quali attingere per strutturare il proprio progetto, e ciò comporta che cerchi di alimentarsi inizialmente da fondi d’investimento, business angels, crowdfunding e da finanziatori privati per poter proseguire nello sviluppo della propria soluzione da inserire sul mercato in tempi piuttosto brevi.

Inoltre secondo Raffaella Cagliano, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Food Sustainability “le startup hanno una posizione di grande vantaggio nell’innovazione sostenibile, poiché possono disegnare il proprio modello di business secondo i principi dell’economia circolare, senza i vincoli e le limitazioni derivanti da una legacy orientata a tradizionali modelli take-make-waste. Tuttavia, per poter moltiplicare l’impatto positivo che queste nuove imprese sanno creare, è fondamentale che siano inserite in ecosistemi e filiere che ne valorizzino la capacità innovativa”. E qui vale la pena ricordare i vari incubatori ed acceleratori italiani nei quali le startup possono trovare un ecosistema ad hoc per lo sviluppo della propria idea imprenditoriale innovativa, oltre a un networking che consenta di mettersi in contatto con una rete di imprese ed enti con i quali collaborare. Proprio questo è il valore aggiunto del mondo startup, la possibilità di lavorare a contatto con altri innovatori ogni giorno, e contaminarsi positivamente a vicenda in un’ottica di collaborazione continua. Basti pensare a tutti gli spazi di co-working che stavano nascendo come funghi sul territorio. Queste pratiche di lavoro condiviso, infatti, oltre ad abbattere i costi, stimolano anche l’intelligenza collettiva, e ciò si traduce senz’altro in idee e progetti migliori.

Per di più sono molte le aziende che collaborano con startup in percorsi di Open Innovation per creare più valore e competere meglio sul mercato, scegliendo appunto di ricorrere non più e non soltanto a idee e risorse interne, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti.

Non mancano, poi, le risorse in ambito territoriale per cercare di realizzare il proprio progetto di economia circolare, e sono molti i bandi (o call in gergo startup) che hanno come mission principale proprio quella di supportare queste idee imprenditoriali. Tra quelle aperte al momento vale la pena ricordare MIP&BANforIDEAS6, la call dell’incubatore fiorentino Murate Idea Park e dell’associazione di business angels BAN Firenze, che mette in palio per i primi 5 progetti vincitori un percorso di un anno all’interno di MIP, con un grant di 5.000 euro a progetto, formazione, spazi, servizi e mentoring (https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/innovazione-aperto-il-bando-per-start-up-al-servizio-di-artigianato-ed-economia-circolare-1.5092682).

Se volete, invece, farvi un’idea dei vari tipi di startup di economia circolare presenti in Italia o consultare altri bandi vi consigliamo di visitare la pagina dedicata su Startupitalia, della quale vi giriamo il link di seguito: https://startupitalia.eu/tag/economia-circolare.

In sintesi, l’economia circolare è un modello che è ormai riconosciuto come imprescindibile per il mondo che verrà, e deve essere uno dei ventricoli del cuore economico del pianeta, il quale mira a ridefinirsi come autonomo e sostenibile, rivolgendo la propria attenzione all’ambiente ed alla circolarità dei prodotti/servizi. Questo risulta determinante al fine di contenere lo spreco e di rigenerare risorse fondamentali per il contenimento dei costi, e soprattutto aiuta a contrastare in maniera decisamente incisiva l’inquinamento globale, uno dei fattori principali che minaccia sempre di più la nostra grande casa.

. https://www.economyup.it/innovazione/economia-circolare-ecco-9-startup-per-linnovazione-sostenibile/

. https://tg24.sky.it/ambiente/photogallery/2020/03/28/coronavirus-inquinamento-esa-foto.html

Published by: Niccolò Ghinassi

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Firenze, e diplomato presso MCI, Master in Comunicazione di Impresa all'Università degli studi di Siena. Le mie competenze nel mondo della comunicazione e del digitale derivano dalle numerose collaborazioni ed esperienze sul campo, tra le quali spiccano quelle con la Scuola Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali Piero Baldesi, l'incubatore di startup Murate Idea Park, e con le emittenti TeleIride ed Italia 7. Appassionato di sport e lettura, attento ai cambiamenti tecnologici in atto, cerco di coniugare le mie passioni con il mio lavoro, in un'ottica di scoperta continua e di approfondimento costante. Sostenitore del diritto di opinione e della solidarietà tra esseri umani, ritengo di estrema importanza il confrontarsi sui temi più urgenti e rilevanti del nostro mondo e della nostra società, perchè da una mente può nascere una grande idea, ma da più menti può nascere un grande futuro.

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