Amarcord Europei: le 10 delusioni più cocenti di sempre

E’ ufficiale. Euro 2020 non si terrà quest’estate a causa della pandemia mondiale che ci sta logorando, privandoci anche di momenti spensierati e di unione come quelli degli europei calcistici.

Cosa fare allora per stemperare un pò il clima ed esorcizzare la paura? Sicuramente possiamo cominciare a ripercorrere i viali della nostalgia e dell’ironia, rimembrando le 10 delusioni più grandi della storia del torneo per nazioni più importante del Vecchio continente: buona lettura!

  • 1Rotterdam 2000: Italia-Francia

Ahimè, noi italiani ricordiamo molto bene quella beffarda sera di luglio, quando i nostri acerrimi nemici transalpini riuscirono a ribaltare clamorosamente il vantaggio azzurro di Del Vecchio, pareggiando prima allo scadere dei tempi regolamentari con Wiltord, ed in seguito infliggendoci il colpo del k.o. al golden goal con Trezeguet. Che dire: merci beaucoup!

  • 2 – Il flop di CR7

Anche gli Dei a volte cadono. E’ il caso di Cristiano Ronaldo, che, seppur ad inizio carriera, inciampò nella buca greca nella finale di Euro 2004 disputata in madre patria a Lisbona. Si, perchè incredibilmente il Portogallo composto fra gli altri da CR7, Figo e Deco, riuscì a farsi superare dalla Grecia di Vryzas, Katsouranis e Charisteas, il quale con una incornata da calcio d’angolo mandò sull’Olimpo gli ellenici.

  • 3 Euro 92: la caduta del Kaiser

Forse la più grande impresa della storia degli europei fu quella che andò in scena a Goteborg il 26 giugno del 1992. La sfavoritissima Danimarca di Schmeichel e Laudrup, infatti, si trovò ad affrontare nell’atto conclusivo della competizione i campioni del mondo di Italia ’90, la arcigna Germania. Il resto è storia. Ancora, probabilmente, i teutonici si sognano quella notte…

  • 4 – L’illusione della Repubblica Ceca a Euro ’96

Per un pelo. Ad Euro ’96 per poco non si materializzava di nuovo l’incubo dei tedeschi. Questa volta, però, l’epilogo fu diverso, con la strabiliante Repubblica Ceca che, dopo il vantaggio su rigore di Berger, dovette in seguito arrendersi ai tempi supplementari davanti alla doppietta di Oliver Bierhoff, che regalò alla sua nazione il terzo trofeo continentale.

  • 5 – Lo spreco dell’Olanda di Rijkaard

Come si suol dire: tirarsi la zappa sui piedi. Questo è quello che fece l’Olanda a Euro 2000, dove nella semifinale dell’Amsterdam Arena i padroni di casa sprecarono ben due rigori contro un’Italia in dieci, con gli azzurri che successivamente, invece, si imposero proprio ai tiri dal dischetto.

  • 6 – Euro ’76: il primo “cucchiaio” della storia

Antonín Panenka: questo il nome dell’inventore del “cucchiaio” nel calcio, quel “tocco sotto” tanto insopportabile per i portieri quanto esaltante per gli attaccanti e gli spettatori. Vittima di turno la Germania dell’Ovest, che dopo aver rimontato ben due gol nel corso della finale di Belgrado, finì in seguito per alzare bandiera bianca ai rigori, ed in particolare fu proprio il cucchiaio di Panenka a mandare in knockout i tedeschi.

  • 7 – La debacle azzurra di Kiev

Ok, le Furie Rosse di Vicente Del Bosque arrivavano da un periodo stratosferico, avendo primeggiato sia ad Euro 2008 che ai mondiali sudafricani del 2010, ma il risultato nella finale di Euro 2012 a Kiev fu abbastanza impietoso per il tricolore: 4-0 secco, grazie alle reti di Silva, Jordi Alba, Torres e Mata, con gli iberici che ottennero il terzo trofeo consecutivo con la nazionale, ai danni di un’Italia che tornò invece a casa con la coda tra le gambe.

  • 8 – I “Leoni congelati”

Che l’Inghilterra non abbia mai avuto un buon feeling con gli europei ormai è un dato appurato, ma quello che successe a Euro 2016 ha davvero del clamoroso. I Leoni inglesi, infatti, nell’ottavo di finale contro l’Islanda (alla sua prima apparizione nel torneo) cedettero per 2-1, regalando ai vichinghi la prima storica vittoria nella fase eliminatoria della competizione.

  • 9- Euro 2016: il cielo non è “Bleus”per la Francia

Doveva essere una celebrazione corale quella della Francia allenata da Didier Deschamps nella finale allo Stade de France di Saint-Denis ad Euro 2016, invece i galletti vennero a sopresa “spennati” da un gol al minuto 108′ di uno dei personaggi più inaspettati: il centravanti del Portogallo Eder, che, dopo essere entrato in campo al 79′, con un destro angolato da fuori area nei supplementari regalò il primo trionfo europeo a CR7 ed i suoi!

10 – Il biscotto di Svezia-Danimarca

https://video.gazzetta.it/euro-2004-biscotto-svezia-danimarca-che-elimino-italia/c087be60-b33d-11e7-a82f-fb3d90721458

Il 22 giugno 2004 a Oporto, Svezia e Danimarca avevano la possibilità di eliminare gli Azzurri da Euro 2004, passando entrambe con un pareggio: finì 2-2 con un gol svedese all’89’ e a nulla servì il successo dell’Italia di Trapattoni contro la Bulgaria.  L’Italia, infatti, ottenne due pareggi e una vittoria, esattamente come Svezia e Danimarca: le scandinave furono però premiate dal 2-2 nel confronto diretto, poiché le sfide contro gli azzurri erano terminate 1-1 (con i gialloblu) e 0-0 (con i biancorossi). Una coincidenza… sospetta!

Published by: Niccolò Ghinassi

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Firenze, e diplomato presso MCI, Master in Comunicazione di Impresa all'Università degli studi di Siena. Le mie competenze nel mondo della comunicazione e del digitale derivano dalle numerose collaborazioni ed esperienze sul campo, tra le quali spiccano quelle con la Scuola Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali Piero Baldesi, l'incubatore di startup Murate Idea Park, e con le emittenti TeleIride ed Italia 7. Appassionato di sport e lettura, attento ai cambiamenti tecnologici in atto, cerco di coniugare le mie passioni con il mio lavoro, in un'ottica di scoperta continua e di approfondimento costante. Sostenitore del diritto di opinione e della solidarietà tra esseri umani, ritengo di estrema importanza il confrontarsi sui temi più urgenti e rilevanti del nostro mondo e della nostra società, perchè da una mente può nascere una grande idea, ma da più menti può nascere un grande futuro.

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