5 film (più due bonus) per esorcizzare la pandemia

Virus Letale 

Grande classico degli anni ’90 con tutti gli stereotipi del blockbuster americano ha più di un collegamento con la situazione attuale: il medico che inizialmente viene ignorato, la trasmissione tra animale e uomo, il virus che muta e la possibilità di essere contagiati per via aerea. Nonostante alcuni difetti si lascia vedere. 

A chi lo consigliamo: ai nati negli ’80 e ai nostalgici di rete 4.

Lo trovate su Infinity. 

L’esercito delle 12 scimmie 

Altro film degli anni ’90 del visionario Terry Gillam, qui il virus, che ha decimato la popolazione terrestre, è l’espediente narrativo per un viaggio nel tempo carico (anzi sovraccarico) di immagini, sogni e paradossi, insomma il classico stile del regista ex Monty Python. 

A chi lo consigliamo: a chi ama passare il proprio tempo per musei, ai sognatori, ai nerd e a chi cerca di rifuggire dalla propria razionalità. 

Contagion 

Tempi più recenti, siamo nel 2011, una buona dose di realismo in un film che si basa sui simboli, ogni personaggio (sono tantissimi) ne rappresenta uno, un pò come nel nostro presente: c’è il medico, il cittadino comune, il giornalista, la protezione civile, Bertolaso… Insomma a tratti è più cronaca che cinematografia.

A chi lo consigliamo: ai fan delle maratone Mentana, a chi ha colto l’occasione della quarantena per interrogarsi sulla quarantena e a chi invece della musica preferisce avere sky Tg24 in sottofondo.

Lo trovate su Infinity.

Io sono leggenda 

Ormai classico del genere apocalittico post pandemico gioca tutte le carte sull’interpretazione di Will Smith, il solo umano rimasto in una New York infestata da vampiri, e del suo pastore tedesco. La scenografia è imponente, si vede che la produzione ha potuto sbracare dato che non c’erano attori da pagare. Da vedere perché l’hanno visto tutti tranne te. 

A chi lo consigliamo: a chi durante la quarantena sta usando il cane come scusa per uscire di casa sei volte al giorno. 

Lo trovate su Amazon prime video.

La cosa

Ok qui siamo un po’ fuori tema perché il nemico non è proprio un virus ma un’entità aliena non bene identificata che però, nei fatti, si comporta proprio come un virus insinuandosi invisibile nei corpi dei protagonisti. Il genere è l’horror e si gioca tutto sul sospetto: un po’ come quello che l’italiani avevano per i cinesi e che invece ora hanno per il vicino di casa. Poco altro da aggiungere è un film di Carpenter, il più grande regista dell’horror di tutti i tempi. 

A chi lo consigliamo: agli amanti del cinema d’autore e ai nostalgici delle vhs. 

La serie: The Last Man on Earth

E se il virus uccidesse tutto il mondo tranne voi? Phil Miller si chiede se sia l’ultimo umano rimasto mentre vaga alla ricerca di altri sopravvissuti dopo che una pandemia pare aver eliminato tutti. Ambientato nel 2020 (coincidenza?) è una serie brillante che però è stata cancellata, in pieno stile Netflix, al termine della quarta stagione, il finale dunque rimane aperto.

A chi la consigliamo: ai single soli in quarantena che ormai si sono rassegnati a incontrare l’anima gemella e a chi piace viaggiare senza sapere dove andrà a finire. 

La trovate su Netflix.

La docu-serie: Pandemia globale 

Divisa in sei parti ripercorre le più celebri malattie epidemiche di questo secolo e lo fa con un stile rigoroso e scientifico bilanciato alla perfezione con i risvolti sociali ed emotivi che le gravi malattie sempre portano con sé. Assolutamente da vedere. 

A chi la consigliamo: a tutti. 

La trovate su Netflix.

Published by: Francesco Nirani

Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Firenze esperto in argomentazione e logica giuridica. Cucino dall’età di 8 anni, faccio fotografie anche senza usare il cellulare, conosco la storia di ogni sport esistente e di quelli che dovranno ancora essere inventati, guardo film in vhs. Mentre ascolto Calcutta mi convinco che l’Italia stia vivendo il suo Rinascimento musicale, poi mi fermo e penso di aver esagerato anche stavolta. Credo che la presenza dell’umanità sulla Terra sia del tutto superflua. Mi piace dormire.

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