Il cambiamento Climatico impatta sulla salute globale. E su questa pandemia?

La salute è più che l’assenza di malattia. È una condizione di benessere fisico e psichico dovuta a uno stato di perfetta funzionalità dell’organismo.

Quando l’equilibrio che permette il mantenimento di questo prezioso bene, la salute, viene sovvertito, ce ne accorgiamo tutti. Eccome se ce ne accorgiamo. Basti pensare quanto gli eventi dell’ultimo mese stanno impattando sia direttamente che indirettamente sulla nostra salute generale e mentale.

Le cause della pandemia da Covid-19 sono per lo piu ignote. Numerose sono le ipotesi, tutte ancora da confermare. Alcuni studiosi stanno iniziando a ipotizzare che la pandemia da Covid-19 sia, piú o meno indirettamente, correlata all’effetto boomerang del sovverimento degli ecosistemi (1). Altri sostengono che la diffusione del virus in particolari aree urbane sia correlata alla loro peggiore qualità dell’aria o “Air Quality Index” (2) . Niente é dimostrato. Ma qualche ipotesi che mette in relazione gli eventi attuali all”universo climate change” sta iniziando ad essere posta.

La situazione attuale non e delle migliori dunque. Quella immediatamente passata nemmeno; le immagini dei koala in Australia, quelle dello scioglimento dei ghiacciai o dell’allagamento di Jakarta (per citarne solo alcuni) parlano da sole. Non possiamo nemmeno sperare nel futuro, previsto a dir poco drammatico. Tra il 2030 e il 2050 secondo la WHO, si prevede che il cambiamento climatico causerà circa 250.000 morti per anno a causa di malnutrizione, processi infettivi, eventi traumatici.

Il clima, quindi, sta cambiando. Questo ce lo dimostra anche l’aumento della frequenza di eventi geoclimatici estremi. Vediamo come il cambiamento climatico sta attualmente incidendo sulla salute umana:

  • Aumento delle infezioni

Un tema particolarmente importante è quello relativo alla diffusione delle malattie infettive trasmesse all’uomo attraverso agenti animali quali insetti e parassiti (zoonosi). Le zoonosi conosciute sono molto numerose – oltre 200 secondo l’OMS – e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria. Sono zoonosi la rabbia, la leptospirosi, l’antrace, la SARS, la MERS, la febbre gialla, la dengue, l’HIV, Ebola, Chikungunya e i Coronavirus,  ma anche la più diffusa influenza. (1,14) Gli ecosistemi stanno cambiando, le acque si stanno riscaldando e in tal modo vengono favorite le condizioni per la trasmissione dei microrganismi patogeni da regioni geografiche ad altre prima inadeguate, alla loro moltiplicazione, alla loro entrata in contatto con altre specie animali e successivamente con l’uomo. La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto come spillover.  In ecologia ed epidemiologia lo spillover – che si potrebbe tradurre come “tracimazione” – indica il momento in cui un patogeno passa da una specie ospite a un’altra, e si pensa che questo passaggio possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus.

Fonte: WWF
  • Alterazione delle temperature

In estate…. Ondate di Calore

Le ondate di calore (in inglese heat-waves) sono condizioni meteorologiche estreme che si verificano durante la stagione estiva, caratterizzate da temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, che possono durare giorni o settimane.

L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO – World Meteorological Organization), non ha formulato una definizione standard di ondata di calore e, in diversi paesi, la definizione si basa sul superamento di valori soglia di temperatura definiti attraverso il 10% (90° percentile) o il 5% (95° percentile) dei valori più alti osservati nella serie storica dei dati registrati in una specifica area. Periodi di calore superiore al normale comportano aumento della mortalità e morbosità dovuta ai colpi di calore (heat stroke), un peggioramento delle condizioni cliniche di soggetti vulnerabili, come bambini piccoli e anziani affetti da malattie croniche con conseguente aumento del ricorso ai servizi sanitari e dei ricoveri ospedalieri, e morte (3). In questi soggetti lo stress termico e la disidratazione in assenza di un adeguato apporto di liquidi può far precipitare le condizioni cliniche, spesso interagendo con alti livelli d’inquinamento atmosferico da ozono e particolato fine (PM. 2.5 e PM 10) che si verificano in situazioni climatiche estreme (4)

.

Gli stessi elevati livelli di inquinamento atmosferico causano a breve termine un peggioramento di patologie croniche respiratorie (asma, bpco) e cardiovascolari e lungo termine neoplasie. (5)

L’aumento delle temperature medie e la riduzione della qualità dell’aria portano anche a cambiamenti nel tipo di attività che le persone svolgono, in particolare le attività all’aperto; sport e attività socio-ricreative. Questi cambiamenti, a loro volta, possono essere associati ad un aumento dei tassi di obesità ed un aumento del rischio cardiovascolare. Sebbene le persone possono compensare esercitandosi in ambienti interni, a lungo termine possono perdere benefici dello svolgimento di attività fisica all’aperto.

L’aumento delle temperature e pertanto l’aumento dell’esposizione alla luce solare ha determinato negli ultimi decenni un incremento esponenziale dei casi di melanoma cutaneo (6)

Si ha inoltre un innalzamento delle concentrazioni ed una modifica della composizione di pollini, che aumentano incidenza di quadri allergici ed asmatici.

In inverno…. Inversioni termiche

Alcuni studi riferiscono come alcuni cambiamenti climatici quali la riduzione in frequenza di venti e di piogge durante i periodi invernali aumentino la frequenza di inversioni termiche, soprattutto nelle zone di pianura, contribuendo così ad un aumento dei fenomeni di stagnazione di sostanze contenute nell’atmosfera (7).

Nei mesi invernali, durante periodi prolungati di alta pressione, la radiazione solare raggiunge il suolo, riscaldandolo. Di notte, l’assenza di una copertura nuvolosa fa sì che il terreno dissipi rapidamente il calore e che l’aria a contatto con il suolo diventi più fredda. L’aria più calda sale e agisce come un coperchio, intrappolando l’aria fredda in prossimità del suolo. Anche l’inquinamento, incluso quello prodotto dal traffico su strada, rimane intrappolato; di conseguenza, lo strato di aria più vicino al suolo diventa sempre più inquinato. La situazione persiste finché le condizioni meteorologiche prevalenti non cambiano.

Se tale fenomeno avviene in Città industrializzate i livelli d’inquinamento atmosferico da ozono e particolato fine (PM. 2.5 e PM 10)  divengono spesso elevati (8)

Firenze, Gennaio 2020
  • Le inondazioni

Un altro impatto acuto sulla salute è dato dalle inondazioni. Soprattutto nelle zone che gradualmente stanno sprofondando sotto il livello del mare, precipitazioni, alluvioni molto intense o ancor peggio tsunami, determinano l’allagamento di intere città o villaggi (ultima Jakarta Gennaio 2020) (fonte: 3B meteo). Gli effetti immediati sulla salute sono eventi traumatici, annegamenti e incidenti stradali. In situazioni più tragiche, il completo sovvertimento strutturale delle città si traduce in distruzione delle infrastrutture energetiche, delle condutture dell’acqua potabile, dei sistemi di comunicazione stradale, dei trasporti. La distruzione di edifici sanitari,  l’interruzione della viabilità e la difficoltà nel ricevere forniture mediche possono minare la salute non solo delle vittime di tali catastrofi ma anche degli altri malati. Anche i malati lievi senza possibilità di assistenza possono divenire gravi.

Le inondazioni spesso determinano danni tali da non rendere più potabile l’acqua. Inoltre l’acqua piovana, dopo aver determinato i danni acuti può entrare in contatto con sostanze chimiche dannose o con rifiuti contaminati o con carcasse di animali o umani morti. In tali condizioni il rischio infettivo e tossicologico può aumentare esponenzialmente (9).

  • Siccità prolungata

Stiamo parlando di un fenomeno che in Europa, dal 2000 al 2017, ha distrutto 8,5 milioni di ettari (poco meno di mezzo milione di ettari ogni anno), che ha causato la perdita di 611 vite umane  tra addetti allo spegnimento e civili oltre alla perdita economica di più di € 54 miliardi (10), interi ecosistemi perduti, molte specie animali e vegetali a rischio di estinzione, intere popolazioni di piccoli insediamenti rurali evacuate, le città di Sidney e di Melbourne assediate dal fumo. Questi fumi determinano un aumento della concentrazione di particelle fini (PM2.5, PM10), che sono capaci, se superano i valori soglia, di aumentare il rischio di sviluppare infezioni polmonari acute, danni cardiovascolari e cerebrovascolari e danni respiratori (11) . Il PM 2.5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione al sangue con possibili effetti ossidanti e procancerogenici (12)

In Australia pochi mesi fa i livelli aerei di pm 2.5 sono arrivati a 400 µg/ a Sidney, rispetto al valore massimo accettabile per le 24 ore di 25 µg/m3indicato dall’OMS (13)

  • Surriscaldamento ed inquinamento delle acque

Si stima che gli oceani abbiano assorbito circa il 90% del calore dovuto al riscaldamento globale (15) Il riscaldamento delle acque  determina alterazioni profonde degli ecosistemi che esita in una riduzione della popolazione ittica ed in una pericolosa proliferazione di batteri del genere Vibrio che possono portare a problemi di salute quali intossicazione alimentare, gravi gastroenteriti, setticemie, colera (16)

Il Cambiamento Climatico è la più grande minaccia per la salute globale del 21 secolo, afferma The Lancet. Zone meno fortunate, “lontane” da noi, stanno già da molto tempo subendo enormi e irreparabili danni. Adesso anche alle nostre latitudini, che fino ad ora erano state risparmiate, stiamo iniziando a sperimentare e (forse) capire quale sia l’entità e quali le conseguenze del fenomeno “Climate Change. Un intervento immediato, volto a cambiare le azioni umane che determinano tale cambiamento è essenziale per la salvaguardia della salute umana.

Matteo Innocenti M.D.

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